
Diverse testate americane, tra cui Associated Press, New York Times e CNN, hanno rifiutato di firmare le nuove regole del Pentagono, che impongono limiti senza precedenti all’accesso dei giornalisti e al materiale che possono ottenere. La controversia, esplosa dopo l’annuncio del Segretario alla Guerra Pete Hegseth, riaccende il dibattito sul fragile equilibrio tra sicurezza nazionale e libertà di stampa garantita dal Primo Emendamento.
Il Pentagono, un regolamento che cambia le regole del gioco
Secondo la Pentagon Press Association, le nuove linee guida rappresentano “restrizioni senza precedenti” all’attività giornalistica. I reporter non potranno più accedere liberamente alle aree del Pentagono né interagire con funzionari senza un accompagnatore ufficiale. Inoltre, la politica aggiornata prevede nuove limitazioni per l’ottenimento dei pass stampa, trasformando il processo di accreditamento in una procedura più selettiva e controllata.
Matt Murray, direttore esecutivo del Washington Post, ha dichiarato che queste regole “indeboliscono le tutele del Primo Emendamento”, promettendo che il giornale continuerà a vigilare sull’operato del Dipartimento della Guerra “in modo vigoroso e imparziale”.

“Il pubblico ha il diritto di sapere”
Il New York Times ha espresso una posizione altrettanto netta: secondo Richard Stevenson, capo dell’ufficio di Washington, la riforma “punisce i giornalisti per la loro attività ordinaria di raccolta di notizie”.
Per Jeffrey Goldberg, caporedattore dell’Atlantic, si tratta di “restrizioni fondamentali che minacciano la libertà di informazione su difesa e sicurezza nazionale”.
Il Pentagono, tuttavia, sembra voler minimizzare la tensione. Hegseth ha risposto alle critiche sui social con emoji ironiche e battute sarcastiche, alimentando ulteriormente il conflitto con i media.

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Un precedente pericoloso
La decisione dell’amministrazione Trump di limitare l’accesso giornalistico al Pentagono segna una svolta nella tradizione americana di trasparenza militare.
Dalla presidenza Eisenhower in poi, ogni amministrazione aveva mantenuto un equilibrio tra sicurezza e libertà di stampa. “Questo accesso, ha ricordato la Pentagon Press Association, non ha mai causato crisi per la sicurezza nazionale”.
Ma ora, i giornalisti che non accetteranno le nuove regole dovranno restituire i badge e abbandonare le loro scrivanie.
Una misura che, di fatto, esclude parte della stampa indipendente dal cuore delle istituzioni militari statunitensi.
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