
Gli incendi che stanno bruciando la Patagonia argentina hanno devastato circa 150 km² di territorio. Non è solo una questione di incendi naturali, ma di politiche ambientali che, secondo gli esperti, hanno reso la regione più vulnerabile. Le fiamme si sono estese rapidamente, spazzando via abitazioni, terreni e aree protette. Questo disastro naturale ha anche portato alla luce il ruolo delle scelte politiche del presidente argentino Javier Milei, che ha ridotto drasticamente i fondi per la gestione degli incendi e messo in discussione le leggi ambientali che proteggevano il territorio. Un’analisi approfondita delle cause e delle responsabilità dietro questa emergenza.
La devastazione degli incendi in Patagonia
A inizio gennaio, un incendio è scoppiato a Puerta Patriada, una piccola località nella provincia di Chubut, consumando in poche ore 150 km² di foresta. La stagione degli incendi in Argentina è notoriamente estiva e arida, ma quest’anno gli incendi si sono moltiplicati in frequenza e intensità. Le alte temperature, il vento forte e la siccità hanno ostacolato i soccorsi e accelerato la diffusione delle fiamme. In queste condizioni, il Parco Nazionale Los Alerces, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, è stato colpito, e circa 3.000 turisti sono stati evacuati. A peggiorare la situazione, il rischio che alcuni incendi siano dolosi, con il governatore di Chubut che ha offerto una ricompensa per chi fornirà informazioni utili.
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La gestione degli incendi: il ruolo della politica
Nel 2025, il presidente Javier Milei ha preso una decisione controversa: ridurre del 70% i fondi per la gestione degli incendi. Questa mossa ha ridotto significativamente le risorse a disposizione del Servizio nazionale del manejo del fuego, che si occupa di gestire e contenere gli incendi. Come riporta Julia Strada, politologa e deputata argentina, questi tagli sono stati duramente criticati da ambientalisti e oppositori politici, che accusano il governo di indebolire la capacità di risposta rapida agli incendi e di mettere a rischio la protezione dell’ambiente in Argentina.

Le cause degli incendi: clima e intervento umano
Gli incendi che stanno distruggendo la Patagonia sono stati amplificati dalla siccità e dalle alte temperature, ma le cause non sono solo naturali. Le ipotesi di incendi dolosi sono forti, e il governatore di Chubut ha promesso una ricompensa per chi aiuterà a scoprire i responsabili. Le condizioni climatiche estreme, unite alla mancanza di infrastrutture adeguate per fronteggiare il disastro, hanno reso più difficile spegnere le fiamme. L’intervento del governo, inoltre, ha mostrato segni di inefficienza, aggravando la situazione. Le immagini satellitari diffusi dalla NASA mostrano l’estensione dei danni, con numerosi ecosistemi protetti, tra cui il Parco Nazionale Los Alerces, gravemente compromessi.
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La politica di Milei: un ecocidio previsto
La gestione degli incendi, così come altre politiche ambientali, è fortemente influenzata dalle scelte politiche del governo di Milei. La sua legge sulle foreste ha rimosso alcune tutele per le aree naturali protette, favorendo invece la deforestazione e le attività minerarie. Secondo Hernán Giardini, coordinatore della campagna Foreste di Greenpeace, questi incendi sono il risultato di una politica ambientalista che, anziché proteggere l’ecosistema, lo sfrutta a favore delle multinazionali. La legge sulla protezione dei ghiacciai, già modificata, e quella che permette il disboscamento senza restrizioni mettono in discussione la capacità del governo di gestire la crisi e prevenire disastri futuri.

La politica ambientale di Milei e i rischi per l’Argentina
A dicembre 2025, il governo di Milei ha presentato un disegno di legge che mette a rischio la protezione dei ghiacciai. Il provvedimento mira a indebolire le tutele per i ghiacciai e le aree periglaciali, che sono vitali per la regolazione idrica del paese. La legge, che coinvolgerebbe 12 province argentini, apre alla possibilità di sfruttare risorse naturali in aree delicate, come il permafrost, che svolge una funzione fondamentale nel mantenimento degli equilibri ecologici. Molti ritengono che l’attuale politica ambientale stia contribuendo alla vulnerabilità della Patagonia e alla devastazione che ora sta colpendo la regione.
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