Allarme geologico

Il vulcano Taftan si risveglia dopo 700mila anni: la Terra non dimentica

Dopo 700.000 anni di quiete, il vulcano Taftan si sta risvegliando.
Il terreno si solleva, i gas riaffiorano e la scienza ascolta il battito della Terra.
Non è un’eruzione imminente, ma un richiamo alla consapevolezza: anche ciò che crediamo dormiente, sotto la superficie, può tornare a respirare

di Redazione di The Outline | Ottobre 24, 2025
Foto: Wikipedia

Dopo 700.000 anni di silenzio, il vulcano Taftan, al confine tra Iran e Pakistan, mostra segni di risveglio. Un sollevamento del terreno di 9 centimetri in soli dieci mesi e nuove emissioni gassose hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica, che invita a un monitoraggio costante per evitare rischi futuri.

Vulcano Taftan, il gigante addormentato dell’Iran

Situato nell’Iran sud-orientale, il vulcano Taftan è uno stratovulcano alto circa 4.000 metri, formatosi in una zona di subduzione tra la crosta oceanica arabica e quella eurasiatica. Per secoli è stato considerato un colosso addormentato, privo di attività eruttiva e quindi classificato come “estinto”. Oggi, però, i dati satellitari raccontano una storia diversa: il suo cuore si muove di nuovo.

Il Taftan ospita da sempre un sistema idrotermale attivo, con fumarole e sorgenti calde, ma non vi erano tracce di eruzioni recenti. Secondo la definizione geologica, un vulcano è estinto se non mostra attività dall’Olocene (circa 11.700 anni fa). Tuttavia, la nuova attività sotterranea spinge gli esperti a ridefinirlo come dormiente, non più morto ma potenzialmente capace di risvegliarsi.

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I segnali del risveglio del vulcano Taftan

Nel 2023, alcuni abitanti della città di Khash, a 50 chilometri di distanza, hanno segnalato emissioni di gas dal forte odore sulfureo. Gli studiosi dell’Istituto spagnolo di Prodotti Naturali e Agrobiologia (Ipna-Csic) hanno così analizzato le immagini radar del satellite europeo Sentinel-1, scoprendo un sollevamento del terreno di 9 cm tra luglio 2023 e maggio 2024.

Questo fenomeno, spiegano i ricercatori, indica un aumento della pressione dei gas sotto la superficie. È come se la montagna stesse trattenendo il respiro dopo millenni di quiete. “Non c’è motivo di temere un’eruzione imminente,” precisa Pablo González, autore dello studio, “ma il vulcano deve essere monitorato costantemente.”

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Il mistero sotto la superficie del vulcano Taftan

Il sollevamento, spiegano gli studiosi, si origina a una profondità compresa tra 490 e 630 metri. Il serbatoio di magma, invece, si trova molto più in basso — a circa 3 chilometri di profondità. Questo significa che non si tratta di una risalita diretta del magma, ma di fenomeni intermedi, forse legati all’accumulo di gas o vapore idrotermale.

L’autore principale Mohammadhossein Mohammadnia ipotizza che il sollevamento derivi da un cambiamento nel sistema idrotermale, una sorta di “rigonfiamento” causato dalla pressione crescente. In alternativa, potrebbe esserci stato uno spostamento parziale del magma, un segnale di tensione interna che non deve essere ignorato.

Foto: Wikipedia

Vulcano Taftan, un monito per la scienza e per l’Iran

Il vulcano Taftan non minaccia al momento la popolazione, ma rappresenta un campanello d’allarme. Lo studio, pubblicato su Geophysical Research Letters, invita le autorità iraniane a destinare maggiori risorse per il monitoraggio sismico e geochimico della zona.

Come ricorda González, “la Terra comunica in anticipo: il problema è saperla ascoltare.”
Ogni sollevamento, ogni getto di gas è un messaggio dal sottosuolo, un segno che il pianeta è vivo e in continuo movimento.

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