Crisi umanitaria

Cosa sta succedendo a Cuba dove la crisi umanitaria si fa sempre più grave

La crisi umanitaria a Cuba si aggrava a causa delle sanzioni USA, dei blackout e delle proteste, con il governo che avvia negoziati per cercare soluzioni

di Redazione di The Outline | Marzo 20, 2026
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Cuba è nel mezzo di una crisi umanitaria sempre più grave, con un blackout totale della rete elettrica il 16 marzo che ha segnato un punto di non ritorno. La crisi è alimentata dalla carenza di carburante causata dalle sanzioni statunitensi e dalla guerra in Venezuela, che ha interrotto le importazioni vitali di petrolio. La situazione ha generato forti disagi tra la popolazione e un crollo delle attività economiche, tra cui il turismo, mentre le proteste contro il governo cubano sono aumentate.

L’impatto delle sanzioni e la crisi energetica

La guerra tra Stati Uniti e Iran e il conflitto in Venezuela hanno innescato una serie di conseguenze devastanti per Cuba. Le sanzioni economiche imposte da Washington hanno bloccato le importazioni di petrolio, provocando gravi carenze di carburante.

Le petroliere, una volta la principale fonte di approvvigionamento per l’isola, sono state fermate dalla politica aggressiva degli Stati Uniti. Le interruzioni dell’energia elettrica sono diventate quotidiane, con blackout che possono durare anche fino a 20 ore, mettendo in ginocchio l’intera economia.

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La risposta del governo cubano e le misure di emergenza

Il governo cubano ha cercato di fronteggiare la situazione imponendo una serie di misure di emergenza. Le corse dei mezzi pubblici sono state ridotte, alcune università hanno trasferito le lezioni online e molte aziende statali hanno accorciato la settimana lavorativa.

Tuttavia, la mancanza di carburante ha portato anche alla chiusura di resort turistici e alla limitazione delle operazioni delle compagnie aeree internazionali. Il turismo, una delle principali fonti di reddito, è stato fortemente penalizzato.

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La crescente tensione sociale e le proteste popolari

Le condizioni di vita precarie hanno generato un’ondata di proteste, con il popolo cubano che si è sollevato contro il regime. Le manifestazioni, sebbene inizialmente sporadiche, sono aumentate nelle ultime settimane.

La tensione è aumentata in città come Morón, dove un gruppo di manifestanti ha assaltato la sede del Partito Comunista e dato fuoco a barricate. Questo tipo di dissenso, seppur pacifico, è stato fortemente condannato dal governo cubano, che ha proceduto con arresti e repressioni.

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Il governo cubano cerca negoziati con gli Stati Uniti

In risposta alla crescente pressione interna e internazionale, il governo cubano ha annunciato che sono iniziati dei negoziati con gli Stati Uniti per cercare di alleviare la crisi economica. Questi negoziati si aggiungono a una serie di concessioni fatte dal governo, tra cui il rilascio di 51 prigionieri politici.

Inoltre, ci sono voci che suggeriscono la possibilità di permettere ai cubani emigrati all’estero di possedere proprietà sull’isola. Tali segnali di apertura potrebbero rappresentare un tentativo di evitare un intervento militare statunitense.

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Le preoccupazioni internazionali e il rischio di collasso umanitario

Le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per la situazione a Cuba, parlando apertamente di un “collasso umanitario“. Le condizioni di vita della popolazione sono peggiorate e le risorse di base, come cibo e medicine, scarseggiano.

A livello internazionale, Cuba sta cercando aiuti umanitari, con una delegazione europea che ha avviato una missione di supporto con medicinali e beni di prima necessità.

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