Pace fragile

Gli accordi di pace di Trump si sfaldano: Thailandia-Cambogia e Congo-Ruanda

Gli accordi di pace promossi da Trump tra Thailandia e Cambogia e tra Congo e Ruanda stanno crollando, con il ritorno degli scontri e la mancanza di soluzioni durature

di Redazione di The Outline | Dicembre 14, 2025
Foto: Google creative commons

Donald Trump, che si vanta regolarmente dei successi ottenuti nella diplomazia internazionale durante il suo ritorno alla presidenza, ha recentemente diffuso un documento sulla strategia per la sicurezza nazionale in cui celebra il suo ruolo di mediatore per numerosi accordi di pace. Tuttavia, la realtà sembra meno rosea: due degli accordi che Trump ha promosso, tra la Thailandia e la Cambogia e tra la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda, stanno già cedendo. Mentre il presidente promette di risolvere i conflitti con una “telefonata urgente”, il risultato di questi accordi sembra essere ben diverso da quanto annunciato.

Trump, il fallimento dell’accordo tra Thailandia e Cambogia

L’accordo tra Thailandia e Cambogia è uno dei primi a mostrare segni evidenti di fallimento. Il conflitto tra i due paesi risale a luglio 2025, quando sono scoppiati scontri violenti lungo il confine conteso, durati cinque giorni, con bombardamenti e attacchi che hanno causato numerose vittime. La mediazione degli Stati Uniti aveva portato a un cessate il fuoco che Trump aveva presentato come una vittoria diplomatica, ma, come spesso accade in questi casi, il cessate il fuoco è stato di breve durata.

Nei giorni successivi alla ripresa degli scontri, Trump ha dichiarato che sarebbe intervenuto per fermare il conflitto, ma il primo ministro thailandese, Anutin Charnvirakul, ha messo in luce le difficoltà di risolvere il conflitto semplicemente attraverso una chiamata telefonica. La situazione è degenerata rapidamente con nuovi attacchi aerei lungo il confine, che hanno causato 15 morti e sfollato più di 500.000 persone. Il conflitto sembra essere di difficile gestione, nonostante gli sforzi internazionali per fermarlo.

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La persistente violenza tra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda

Anche l’accordo di pace tra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda sta affrontando gravi difficoltà. La guerra tra il governo congolese e i gruppi ribelli, in particolare l’M23, è un conflitto che dura da anni, e nonostante gli accordi firmati con la mediazione di Trump, la violenza continua. L’M23, finanziato e armato da Ruanda secondo molteplici fonti, ha recentemente conquistato Uvira, l’ultima città sotto controllo del governo congolese nel Sud Kivu, e sta avanzando rapidamente verso altre zone.

Nonostante gli sforzi diplomatici da parte degli Stati Uniti, che continuano a cercare di mediare tra le due nazioni, i combattimenti non sono mai cessati completamente. A gennaio 2025, l’M23 aveva già occupato Goma, capitale del Nord Kivu, e ora controlla tutta la regione orientale del paese. L’ultima firma degli accordi di pace è avvenuta pochi giorni fa a Washington, ma gli scontri sono ripresi immediatamente, con centinaia di vittime e più di 200.000 sfollati.

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La diplomazia di Trump e le difficoltà di mediazione

Nonostante gli sforzi diplomatici di Trump, la realtà mostra che gli accordi di pace non sono stati sufficienti a fermare le ostilità. In entrambi i casi, i conflitti sono complessi, legati a tensioni storiche, territoriali e politiche, e la diplomazia da sola non sembra essere sufficiente a risolverli. Le critiche agli interventi di Trump si moltiplicano, soprattutto da parte delle autorità congolesi, che chiedono maggiore impegno da parte degli Stati Uniti nel promuovere una pace duratura.

Nel caso della Thailandia e Cambogia, la situazione è peggiorata, con una chiara mancanza di fiducia tra i paesi, nonostante gli sforzi di mediazione. Il presidente Trump, pur annunciando il suo impegno, sembra trovarsi di fronte a una realtà più complessa di quanto le sue dichiarazioni iniziali avessero suggerito. La critica principale, come sottolineato dal primo ministro thailandese, riguarda il fatto che i negoziati non possono essere risolti con un semplice intervento telefonico, ma richiedono tempo e lavoro diplomatico.

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La credibilità della diplomazia statunitense

Nonostante l’intento di Trump di portare pace, la credibilità degli Stati Uniti come mediatori internazionali sta affrontando un momento difficile. La ministra degli Esteri congolese ha recentemente dichiarato che gli Stati Uniti devono “recuperare la credibilità” nella gestione della pace tra Congo e Ruanda, e le parole di Trump sono state percepite come insufficienti. La diplomazia statunitense sembra aver perso potere di persuasione, poiché i conflitti continuano a riaccendersi nonostante gli accordi firmati. Questo scenario solleva interrogativi sulla capacità della diplomazia USA di garantire accordi di pace solidi e duraturi in scenari così complessi.

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