
L’infinite scrolling è diventato il nuovo terreno di scontro tra Bruxelles e le piattaforme social. Il 12 febbraio 2026 la Commissione europea ha contestato formalmente a TikTok un design ritenuto “addictive”, aprendo un fronte regolatorio inedito sotto il Digital Services Act. In gioco non c’è solo un feed che non finisce mai, ma l’architettura dell’economia dell’attenzione.
Per la prima volta l’Unione Europea tratta l’infinite scrolling non come semplice scelta di prodotto, ma come rischio per la salute mentale, in particolare dei minori. Il Digital Services Act impone alle piattaforme di valutare e mitigare i rischi sistemici: ora Bruxelles sostiene che lo scorrimento infinito, insieme agli algoritmi di raccomandazione, rientri pienamente in questa categoria.
Non è un dettaglio tecnico. È una ridefinizione del confine tra libertà d’impresa e tutela dell’utente.
Il Digital Services Act e il precedente TikTok
L’azione contro TikTok segna un passaggio storico: è la prima volta che la Commissione stabilisce uno standard legale sull’addictive design. Secondo Bruxelles, il design della piattaforma incoraggia un utilizzo compulsivo, specialmente tra i più giovani.
TikTok ha respinto le accuse definendole “false e prive di fondamento” e ha annunciato che difenderà le proprie pratiche. Se non riuscirà a convincere i regolatori, rischia sanzioni fino al 6% del fatturato globale annuo.
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Addictive design: un modello che riguarda tutti
Il caso non si limita a TikTok. Meta, con Facebook e Instagram, è già sotto indagine per dinamiche simili. L’infinite scrolling, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione sono strumenti diffusi, ma il loro impatto varia a seconda dell’uso.
La Commissione dovrà distinguere tra funzionalità legittime e meccanismi manipolativi. È qui che si giocherà la partita più delicata: stabilire dove finisce l’ottimizzazione dell’esperienza utente e dove inizia l’ingegneria della dipendenza.

L’economia dell’attenzione sotto pressione
Intervenire sull’infinite scrolling significa toccare il cuore del modello economico delle piattaforme. Più tempo trascorso online equivale a più dati raccolti e più pubblicità venduta. Ridurre lo scorrimento infinito potrebbe ridurre anche la redditività.
Non a caso, alcuni osservatori parlano di decisione “ground-breaking”. Se il design diventa regolabile per legge, l’intera architettura del capitalismo digitale entra in discussione.
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Infinite scrolling e salute mentale
Bruxelles giustifica l’intervento con un argomento chiaro: la tutela dei minori. Le ricerche sugli effetti psicologici dell’uso intensivo dei social hanno spinto il legislatore europeo a considerare l’addictive design come rischio concreto.
L’UE sostiene che non si tratti di limitare la libertà di espressione, ma di correggere incentivi strutturali che spingono verso un consumo illimitato di contenuti.

L’infinite scrolling e una nuova fase della regolazione digitale
L’infinite scrolling potrebbe diventare il primo caso globale di regolazione diretta del design delle piattaforme. Come accaduto con il GDPR, l’Europa potrebbe fissare uno standard che influenzerà anche altri mercati.
La battaglia sarà lunga, fatta di negoziazioni tecniche e ricorsi legali. Ma il segnale è inequivocabile: l’era dell’innovazione senza vincoli sta lasciando spazio a una nuova stagione di responsabilità digitale.
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