
Nel 2024, ben 156.703 chilometri quadrati di territorio europeo sono stati devastati dalla siccità, un’area equivalente a circa 6 volte la Sicilia o 22 milioni di campi da calcio. Questo fenomeno, ormai sistematico, ha visto aumentare la sua estensione negli ultimi anni, con punte massime nel 2018 e nel 2022. L’Unione Europea è in allerta, mentre la siccità continua a minacciare la sicurezza idrica e agricola.
L’impatto devastante della siccità sull’Europa
Nel 2024, oltre 156.000 chilometri quadrati di Europa sono stati colpiti dalla siccità. Questo fenomeno sta diventando sempre più preoccupante, visto che l’area colpita è costantemente aumentata negli ultimi dieci anni. A titolo di esempio, l’area colpita dalla siccità nel 2024 è pari a quella dell’intera Tunisia o a più di 22 milioni di campi da calcio, con l’Italia tra i paesi europei più vulnerabili.
Nonostante gli sforzi a livello globale per combattere i cambiamenti climatici, le previsioni non sono rosee: l’Europa sta vivendo una delle crisi idriche più gravi degli ultimi decenni.
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L’aumento della siccità negli ultimi anni
Gli anni più critici sono stati il 2018 e il 2022, con estensioni record di 520.817 km² e 558.313 km², rispettivamente. La siccità sta diventando una caratteristica stagionale sempre più ricorrente in tutta Europa, minacciando l’agricoltura, le risorse idriche e la biodiversità.
Questo dato evidenzia la necessità di un’azione urgente da parte dei governi, poiché l’aumento delle temperature e la carenza d’acqua potrebbero compromettere gravemente la sicurezza alimentare e la vita quotidiana in molte zone.

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
La siccità è uno dei temi cruciali per il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) 15, che riguarda la “vita sulla Terra” e la gestione delle risorse naturali. I dati di Eurostat hanno mostrato che il 2024 è stato un anno particolarmente critico per la siccità, ma l’Europa sta cercando di affrontare questo fenomeno attraverso politiche di gestione delle risorse idriche e il monitoraggio continuo del suolo e della vegetazione.
Secondo le ultime stime, l’area forestale in Europa è in costante crescita, ma la siccità sta mettendo a dura prova anche le foreste, aumentando il rischio di incendi e la perdita di biodiversità.
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Le foreste e le risorse naturali in crisi
Nel 2023, la superficie forestale copriva il 39% del territorio dell’Unione Europea, con paesi come la Finlandia (66,5%) e la Svezia (62,4%) che vantano le più grandi aree forestali. Tuttavia, i cambiamenti climatici e la siccità stanno minacciando questo patrimonio naturale, aggravando i rischi di desertificazione in diverse regioni.
L’Italia, con il 31,1% della sua superficie coperta da foreste, si trova a metà classifica, ma la siccità sta mettendo sotto pressione anche le sue risorse naturali. Malta e i Paesi Bassi sono tra i paesi più vulnerabili, con una percentuale di foreste molto bassa rispetto ad altri Stati membri.

Le ricadute economiche della siccità
L’agricoltura europea sta subendo danni ingenti a causa della scarsità d’acqua. Le colture, specialmente quelle che richiedono alte quantità di acqua, stanno affrontando difficoltà crescenti, aumentando il rischio di carenze alimentari. Gli agricoltori sono costretti a ridurre le coltivazioni, e il risultato è un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari freschi.
La siccità sta quindi avendo un impatto diretto non solo sull’ambiente, ma anche sull’economia europea, spingendo milioni di persone in Europa a far fronte a carenze alimentari e a costi sempre più elevati per cibo e acqua.
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