Diritti animali e viaggi

Quando il tuo cane diventa bagaglio: la Corte UE e il limite del diritto animale

La Corte di giustizia UE ha stabilito che gli animali domestici possono essere considerati “bagaglio”, limitando i risarcimenti per smarrimento e riaccendendo il dibattito tra diritto, etica e benessere animale

di Redazione di The Outline | Ottobre 18, 2025
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La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che gli animali domestici possono essere considerati “bagaglio” ai sensi della Convenzione di Montreal del 1999, che regola la responsabilità delle compagnie aeree sui trasporti internazionali.
La sentenza nasce dal caso di un cane smarrito all’aeroporto di Buenos Aires nel 2019, mai più ritrovato. Il proprietario aveva chiesto 5.000 euro di risarcimento a Iberia, ma la compagnia aveva invocato i limiti previsti per i bagagli.

Animali, il confine tra oggetto e vita

Nonostante le leggi europee e spagnole riconoscano gli animali come esseri senzienti, la Corte ha chiarito che la Convenzione di Montreal — firmata ben prima di queste evoluzioni giuridiche — resta vincolante.
Ciò significa che, sul piano legale, un cane, un gatto o un coniglio trasportato in stiva è equiparato a un bene materiale, salvo che il proprietario non dichiari un “interesse speciale”, un meccanismo pensato per valigie o strumenti di valore.
Una contraddizione evidente tra la logica economica del diritto internazionale e la crescente coscienza affettiva e morale verso gli animali.

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Il diritto vola basso sul benessere animale

La decisione della Corte di Lussemburgo limita i risarcimenti per gli animali smarriti o danneggiati durante il trasporto aereo, ma offre alle compagnie una maggiore certezza giuridica.
Resta però aperta una domanda: può un ordinamento europeo che tutela la vita animale tollerare che il diritto internazionale la riduca a “bagaglio”?
Il verdetto, secondo alcuni giuristi, mostra la necessità di aggiornare la Convenzione di Montreal alla luce dei valori del XXI secolo, dove gli animali non sono più “cose”, ma parte delle nostre famiglie.

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Diritto animale, un precedente che farà scuola

La sentenza non riguarda solo Iberia, ma tutti i vettori che operano in Europa, destinati a seguire lo stesso principio.
I tribunali nazionali dovranno ora bilanciare il diritto internazionale del trasporto aereo con gli standard UE sul benessere animale, in un quadro ancora privo di armonizzazione.
Intanto, per i proprietari di animali che viaggiano in aereo, il consiglio è uno: dichiarare sempre l’animale come “bene di valore” per aumentare la copertura assicurativa.

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