Fondi per le midterm

Elon Musk finanzia i Repubblicani: 276 milioni per le elezioni di midterm

Negli ultimi tre mesi Elon Musk ha donato 276 milioni di dollari a comitati e organizzazioni vicini ai Repubblicani, portando a 366 milioni il totale dei contributi politici versati tra il 2025 e il 2026. Una parte dei finanziamenti, secondo il New York Times, sarebbe arrivata a gruppi che non devono rendere pubblici i nomi dei donatori

di Redazione di The Outline | Ottobre 13, 2026
Foto: Wikimedia Commons

Negli Stati Uniti la campagna per le elezioni di metà mandato si avvicina e, con essa, cresce il peso dei grandi finanziatori. Negli ultimi tre mesi Elon Musk ha versato 276 milioni di dollari a comitati e organizzazioni vicini ai Repubblicani. Il totale dei suoi contributi politici tra il 2025 e il 2026 sale così a 366 milioni, secondo i dati riportati dal New York Times.

Elon Musk, le donazioni ai Repubblicani per le midterm

Il voto di inizio novembre rinnoverà tutta la Camera dei Rappresentanti e una parte del Senato. È una scadenza importante per il partito del presidente Donald Trump, che dovrà difendere i propri seggi e misurarsi con il giudizio degli elettori a metà del mandato. In questo quadro, i finanziamenti di Musk rappresentano una delle cifre più rilevanti emerse in queste settimane.

Tra i contributi più consistenti indicati dal New York Times ci sono 158 milioni di dollari al Senate Leadership Fund, che sostiene i candidati repubblicani al Senato, e 20 milioni al Congressional Leadership Fund, il comitato che appoggia i candidati del partito alla Camera. Altri 10 milioni sono andati al Lone Star Liberty PAC, a sostegno di Ken Paxton, candidato al Senato in Texas, uno Stato in cui Musk ha diverse proprietà e interessi.

Foto: Wikimedia Commons

Trump annuncia una tregua energetica tra Russia e Ucraina, ma c’è scetticismo

Dove sono finiti i 276 milioni di dollari di Elon Musk

Le cifre pubblicate consentono di ricostruire solo una parte del flusso di denaro. Una quota dei finanziamenti politici di Musk è tracciabile attraverso i documenti federali; altre somme, secondo il quotidiano statunitense, sarebbero invece state indirizzate a organizzazioni che non sono tenute a rendere pubblici i nomi dei loro finanziatori. La destinazione di ogni dollaro non è quindi visibile: il totale annunciato comprende contributi che non possono essere ricondotti con la stessa trasparenza a un singolo donatore o destinatario.

È un aspetto che rende più complesso seguire la rete dei finanziamenti elettorali e valutare il loro peso nella campagna. Le donazioni ai comitati politici sono una parte dichiarata dell’attività, ma il ricorso a organizzazioni non obbligate a divulgare i propri finanziatori può lasciare zone d’ombra. In questo caso, la cifra complessiva attira l’attenzione anche perché arriva da un imprenditore che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più visibile nella politica americana.

Da Donald Trump al DOGE: il percorso politico di Elon Musk

Musk aveva sostenuto Donald Trump durante la campagna presidenziale del 2024. Dopo la vittoria del presidente, era stato messo a capo del DOGE, un ente creato appositamente per lavorare alla riduzione della spesa pubblica. L’incarico lo aveva portato al centro del dibattito politico, oltre che di quello economico e tecnologico: il proprietario di Tesla e SpaceX non era più soltanto un finanziatore o un sostenitore esterno, ma una figura con un ruolo nell’amministrazione.

La collaborazione con Trump, però, non era durata senza attriti. Dopo alcuni mesi Musk aveva lasciato l’incarico, criticando il presidente e alcune delle sue proposte di legge. La rottura aveva dato l’impressione di una distanza difficile da colmare, ma nei mesi successivi i due si sono riavvicinati. A maggio Musk aveva accompagnato Trump nella visita di Stato in Cina, un’immagine che segnalava il ritorno di un rapporto pubblico più disteso.

Foto: Wikimedia commons

Groenlandia, accordo tra Trump e Danimarca: nuove basi USA e Golden Dome

America PAC e la mobilitazione degli elettori conservatori

Per qualche tempo Musk aveva dichiarato di voler spendere «molto meno» per finanziare la politica. A luglio, però, aveva autorizzato America PAC, l’organizzazione da lui fondata per raccogliere fondi a sostegno dei Repubblicani, a investire tra i 100 e i 120 milioni di dollari in un nuovo programma. L’obiettivo era mobilitare gli elettori conservatori in vista delle elezioni di metà mandato.

Il progetto si inserisce in una strategia più ampia: non soltanto sostenere singoli candidati, ma contribuire a raggiungere e convincere gli elettori. Il dato sui 276 milioni versati negli ultimi tre mesi mostra quanto Musk sia tornato a investire nelle campagne repubblicane, dopo aver lasciato intendere che avrebbe ridotto il proprio impegno finanziario. La sua influenza si misura anche attraverso il denaro, oltre che attraverso le dichiarazioni pubbliche e i rapporti con il presidente.

Elon Musk e le elezioni di metà mandato: cosa raccontano le donazioni

La somma complessiva di 366 milioni di dollari tra il 2025 e il 2026 restituisce la dimensione dell’impegno politico di Musk, ma non basta da sola a prevedere l’esito delle elezioni. Le campagne dipendono da molti fattori: dai candidati ai temi al centro del voto, fino alla partecipazione degli elettori. Le donazioni, però, indicano quali partiti e quali iniziative un finanziatore sceglie di sostenere.

Per Musk, la tornata di novembre arriva dopo un percorso politico fatto di alleanze, rotture e riavvicinamenti con Trump. Ora il sostegno ai comitati repubblicani e il programma di America PAC riportano il miliardario in primo piano nella campagna. Il voto dirà quanto questo investimento avrà inciso; intanto, la cifra e la rete dei destinatari mostrano che il suo coinvolgimento politico resta tutt’altro che marginale.

wikimedia commons

Trump alza i dazi sul Canada: lo scontro commerciale entra in una nuova fase