tensioni e accordi

La diplomazia in crisi: Russia, Ucraina e Stati Uniti ai colloqui in Abu Dhabi

I colloqui trilaterali a Abu Dhabi tra Russia, Ucraina e Stati Uniti si concentrano sulla sovranità territoriale e sulla cessione del Donetsk.

di Redazione di The Outline | Gennaio 23, 2026
foto: Google Creative Common

Il 23 gennaio 2026, a Abu Dhabi, è iniziata una serie di colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, ma l’accordo di pace appare ancora lontano. La Russia insiste sulla cessione dei territori da parte dell’Ucraina, in particolare la regione del Donetsk, mentre Zelensky rifiuta categoricamente di cedere i territori che l’Ucraina ha difeso a lungo. Il conflitto, che ha già devastato l’Ucraina, resta segnato dalle difficili negoziazioni sui territori contesi, che sembrano essere il principale ostacolo a una risoluzione pacifica.

Un incontro fondamentale ma stagnante: la posizione della Russia

Il 22 gennaio 2026, dopo settimane di trattative, si è svolto un incontro chiave tra il presidente russo Vladimir Putin e gli emissari di Donald Trump, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, presso il Cremlino. Sebbene l’incontro sia stato descritto come “costruttivo e onesto”, Yuri Ushakov, consigliere diplomatico di Putin, ha ribadito che un accordo di pace duraturo non può essere raggiunto senza una soluzione sulla territorialità. La Russia continua a chiedere la cessione della regione del Donetsk, che rappresenta circa il 20% del territorio ucraino e rimane sotto il controllo di Kiev, sebbene sotto pressione costante. La posizione russa è chiara: senza il ritiro delle forze ucraine da quest’area, qualsiasi accordo di pace sarebbe irrealizzabile.

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i colloqui di Abu Dhabi e l’insistenza sulla sovranità e le implicazioni per la pace

La Russia non è disposta a rinunciare alle sue richieste territoriali e ha ulteriormente spinto per la cessione del Donetsk. Putin ha sollevato ancora una volta la questione della sovranità su questa regione e ha chiarito che la pace non potrà essere raggiunta fino a quando l’Ucraina non accetterà di cedere le aree conquistate. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha risposto fermamente, rifiutando di accettare una cessione territoriale che considererebbe una violazione della sovranità nazionale dell’Ucraina. La lunga e sanguinosa guerra ha visto l’Ucraina resistere all’avanzata russa, ed è impensabile che Zelensky possa cedere territori difesi a un prezzo così alto.

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Trump e gli Stati Uniti: il ruolo in bilico

Donald Trump, pur avendo avviato il processo di mediazione, sembra essere intrappolato tra la pressione della Russia e le richieste di Kiev. Durante i colloqui, ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti nel trovare una soluzione diplomatica, ma la questione territoriale ha continuato a dominare l’agenda. Trump ha dichiarato che se le due parti non arriveranno a un accordo, sarà “stupido” non fare un accordo per porre fine alla guerra. Tuttavia, la sua influenza sulla Russia sembra essere limitata dalle sue stesse richieste territoriali. La difficoltà di trovare un compromesso lascia in sospeso le speranze di una rapida risoluzione.

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La questione della NATO e le difficoltà di Zelensky

Un altro punto cruciale nei negoziati riguarda la NATO. La Russia ha chiesto che l’Ucraina rinunci alla sua ambizione di entrare nell’alleanza atlantica e che non vi siano truppe NATO sul territorio ucraino, se un accordo di pace dovesse essere raggiunto. Questa richiesta è fondamentale per la Russia, che teme che una NATO forte possa minacciare la sua posizione geopolitica. Zelensky, tuttavia, ha dichiarato che l’Ucraina non rinuncerà alla sua volontà di aderire alla NATO, considerandola essenziale per la propria sicurezza nazionale. Questo impasse aggiunge un ulteriore ostacolo alla pace, con la Russia che rifiuta categoricamente qualsiasi presenza della NATO in Ucraina.

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I prossimi passi: Abu Dhabi e le sfide diplomatiche

Il prossimo incontro trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti si terrà ad Abu Dhabi il 26 gennaio 2026. Questo incontro segnerà un punto fondamentale nella risoluzione della crisi, ma senza un compromesso sulla territorialità, un vero accordo rimarrà difficile da raggiungere. L’Ucraina continua a sostenere che le garanzie di sicurezza post-belliche sono necessarie per qualsiasi accordo, ma la Russia insiste sul fatto che il ritiro delle forze ucraine dai territori contesi è una condizione non negoziabile. Le pressioni diplomatiche sono quindi destinate a crescere, mentre il conflitto continua a mietere vittime e a danneggiare l’economia dell’Ucraina.

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