Geopolitica del Nord

Trump rilancia sulla Groenlandia: sovranità, dazi e nuove tensioni globali

La Groenlandia torna al centro dello scontro geopolitico: Trump rivendica la sovranità sulle basi Usa, l’Ue congela i dazi e la Nato parla di sicurezza dell’Artico.

di Redazione di The Outline | Gennaio 27, 2026
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Donald Trump è tornato a scuotere lo scenario internazionale con dichiarazioni che riaprono il fronte artico. In un’intervista al New York Post, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che Washington acquisirà la sovranità sui territori della Groenlandia dove sono presenti basi americane, assumendone il pieno controllo. “Avremo tutto ciò che vogliamo. Abbiamo delle trattative interessanti in corso”, ha detto, lasciando intendere che i negoziati siano già in fase avanzata. Le parole di Trump segnano un ulteriore passo avanti rispetto alle precedenti rivendicazioni sull’isola, strategica per la sicurezza e per il controllo delle nuove rotte artiche.

Trump e la Golden Dome e accuse al Canada

A rafforzare il messaggio è arrivato un post su Truth Social, dove Trump ha attaccato direttamente il Canada. Secondo il presidente Usa, Ottawa si opporrebbe alla costruzione del Golden Dome, un sistema di difesa sopra la Groenlandia che, a suo dire, proteggerebbe anche il territorio canadese. Trump ha accusato il Canada di preferire accordi economici con la Cina, sostenendo che Pechino “se lo mangerà entro il primo anno”. Un linguaggio aggressivo che rientra nella sua strategia comunicativa, ma che contribuisce ad aumentare le tensioni tra alleati storici.

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La Danimarca apre a negoziati sulla sicurezza della Groenlandia nell’Artico

Dal fronte europeo, la risposta è più prudente. Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha confermato che negoziati con gli Stati Uniti sulla Groenlandia e sulla sicurezza artica dovrebbero iniziare a breve. Copenhagen resta formalmente sovrana sull’isola, ma riconosce la crescente importanza militare e geopolitica della regione. Le dichiarazioni di Rasmussen suggeriscono la volontà di evitare uno scontro diretto con Washington, cercando piuttosto un compromesso che tenga insieme sicurezza, alleanze Nato e interessi nazionali.

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I dazi come leva politica contro l’Europa

Le parole di Trump sulla Groenlandia hanno avuto ripercussioni immediate anche sul piano economico. Il Parlamento europeo ha deciso di congelare la ratifica dell’accordo Usa-Ue sui dazi, firmato la scorsa estate, dopo le minacce del presidente americano di colpire con nuove tariffe i Paesi europei più coinvolti nella difesa dell’isola. A Davos, Trump ha poi annunciato un’intesa con il segretario generale della Nato Mark Rutte sull’Artico, facendo momentaneamente marcia indietro sui dazi. Ma a Bruxelles la fiducia resta fragile, e l’accordo è stato rinviato di almeno un mese.

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Rutte difende Trump: “C’è un problema di sicurezza nell’Artico”

A sorpresa, a prendere le difese di Trump è stato proprio Mark Rutte. Davanti al Parlamento europeo, il segretario generale della Nato ha riconosciuto che la sicurezza dell’Artico è una questione reale, aggravata dall’attivismo crescente di Russia e Cina. Rutte ha ribadito che l’Europa non può difendersi senza gli Stati Uniti, sottolineando come molte scelte recenti in materia di spesa militare siano state accelerate proprio dalla pressione esercitata da Trump sugli alleati Nato.

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Groenlandia, il nuovo epicentro geopolitico

Dalle dichiarazioni sulla sovranità alle minacce commerciali, fino ai richiami alla sicurezza collettiva, la Groenlandia emerge come uno dei nuovi epicentri della politica globale. Le parole di Trump non sono solo provocazioni: indicano una strategia che intreccia difesa, economia e competizione tra grandi potenze. Per l’Europa, la sfida sarà trovare un equilibrio tra cooperazione con Washington e tutela della propria autonomia strategica, in uno scenario artico sempre più centrale e sempre meno periferico.

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