Emergenza incendi

Spagna, il maxi incendio in Andalusia è tra i più gravi della storia: 12 morti e decine di dispersi

L’incendio divampato a Los Gallardos, in Andalusia, è tra i più gravi della storia della Spagna: 12 vittime, decine di dispersi e oltre 66 chilometri quadrati devastati dalle fiamme

di Redazione di The Outline | Luglio 13, 2026
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Da tre giorni l’Andalusia combatte contro uno degli incendi più devastanti mai registrati in Spagna. Le fiamme, divampate nella serata di giovedì nel comune di Los Gallardos, continuano a mettere in difficoltà centinaia di vigili del fuoco impegnati nel contenimento del rogo. Il bilancio provvisorio è drammatico: 12 vittime, 8 feriti – quattro dei quali in gravi condizioni – e 23 persone ancora disperse. L’incendio ha già distrutto oltre 66 chilometri quadrati di territorio, una superficie paragonabile a quella di una città di medie dimensioni, rendendo questo evento uno dei peggiori nella storia recente del Paese.

Un incendio tra i più mortali mai registrati in Spagna

Per numero di vittime, quello di Los Gallardos entra purtroppo tra gli incendi più tragici mai avvenuti sul territorio spagnolo. Solo due episodi hanno causato un bilancio ancora più pesante: il rogo del 1984 sull’isola di La Gomera, nelle Canarie, che provocò 20 morti, e quello del 1979 a Lloret de Mar, vicino a Barcellona, dove persero la vita 21 persone.

Le autorità continuano a lavorare per identificare le vittime. Alcuni corpi sono stati rinvenuti all’interno di automobili con guida a destra, elemento che aveva fatto ipotizzare la presenza di cittadini britannici. Per accertarne l’identità sono stati prelevati campioni di DNA, che verranno confrontati con quelli forniti dai familiari delle persone scomparse.

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Le condizioni meteo migliorano, ma l’emergenza non è finita

Dopo giorni caratterizzati da vento forte e condizioni estremamente favorevoli alla propagazione delle fiamme, la situazione meteorologica ha iniziato lentamente a cambiare. Il calo dell’intensità del vento e l’aumento dell’umidità hanno consentito ai soccorritori di modificare la strategia operativa.

Fino a questo momento l’obiettivo principale era impedire che l’incendio si estendesse ulteriormente. Ora, come ha spiegato il ministro regionale della Sanità e delle Emergenze Antonio Sanz, le squadre possono finalmente tentare di spegnere direttamente i principali focolai, passando «al contrattacco». Nonostante i segnali incoraggianti, il rogo resta ancora attivo e il lavoro dei pompieri prosegue senza sosta.

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Le polemiche sul mancato utilizzo di ES-Alert

Accanto all’emergenza, nelle ultime ore si è aperto anche un acceso dibattito sulla gestione della crisi. Il governo regionale è stato criticato per non aver attivato ES-Alert, il sistema nazionale che permette di inviare messaggi di emergenza direttamente ai telefoni cellulari delle persone presenti nelle aree interessate. Non è la prima volta che il mancato utilizzo del sistema genera polemiche. Già nel 2024, durante le devastanti alluvioni che colpirono Valencia causando oltre 220 vittime, l’allerta era stata diffusa con molte ore di ritardo.

Antonio Sanz ha però difeso la scelta delle autorità, spiegando che un unico messaggio non sarebbe stato sufficiente in una situazione tanto complessa. Alcune aree richiedevano infatti l’evacuazione immediata, altre il confinamento nelle abitazioni e altre ancora percorsi di fuga differenti, rendendo impossibile una comunicazione uniforme.

La Spagna resta in allerta per nuovi incendi

L’emergenza non riguarda soltanto Los Gallardos. In diverse aree del Paese sono ancora attivi altri incendi, seppur di dimensioni più contenute. Roghi sono stati segnalati nei pressi di Rute, vicino a Córdoba, a Mont-roig del Camp, in Catalogna, dove oltre mille persone sono state evacuate, e in numerose località della Castiglia e León.

Nel frattempo AEMET, l’agenzia meteorologica nazionale, ha diffuso un’allerta per rischio incendi molto elevato su gran parte della Spagna. Le temperature elevate e la persistente siccità continuano infatti a creare condizioni estremamente favorevoli allo sviluppo di nuovi focolai, alimentando il timore che l’emergenza possa protrarsi ancora per diversi giorni.

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