
Secondo l’Institute for the Study of War, la Russia sarebbe entrata nella cosiddetta “Fase 0”, la prima tappa nella preparazione di un possibile conflitto con la NATO. Attraverso accuse infondate, disinformazione e operazioni ibride, il Cremlino starebbe costruendo le condizioni psicologiche per giustificare future aggressioni.
Russia, accuse infondate come arma strategica
Il Cremlino ha recentemente accusato il Regno Unito di pianificare un’operazione di sabotaggio contro una nave civile ucraina o straniera, con l’intento di incolpare la Cina. L’accusa, diffusa dai servizi segreti russi (SVR) senza alcuna prova, fa parte, secondo gli analisti dell’Institute for the Study of War (ISW), di una campagna mirata a creare un clima di tensione e diffidenza verso l’Occidente.
Il Ministero degli Esteri britannico ha risposto definendo queste affermazioni “una delle tante accuse ridicole della Russia per distogliere l’attenzione dai propri crimini in Ucraina”. Tuttavia, l’ISW ritiene che tali dichiarazioni non siano semplici provocazioni, ma un tassello di una strategia più ampia: plasmare la percezione pubblica russa e internazionale in vista di un possibile confronto diretto con la NATO.
La “Fase 0”: guerra psicologica e informativa
L’analisi del think tank statunitense definisce la “Fase 0” come una combinazione di propaganda, manipolazione informativa e operazioni di influenza psicologica. È il preludio a un conflitto convenzionale: serve a costruire una narrativa giustificativa e a preparare l’opinione pubblica all’idea che la Russia stia difendendosi da un’aggressione occidentale.
Mosca, osserva l’ISW, sta “accelerando la fase di impostazione delle condizioni informative e psicologiche” per consolidare il consenso interno e legittimare le proprie azioni militari. La guerra in Ucraina, in questa prospettiva, diventa un capitolo di una più ampia battaglia contro la NATO, presentata come il vero nemico.

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Attacchi ibridi e sabotaggi: la guerra che non si vede tra Russia e NATO
Oltre alla propaganda, la b starebbe intensificando una serie di operazioni ibride (sabotaggi, interferenze elettroniche, cyberattacchi e azioni di disinformazione) per destabilizzare l’Alleanza Atlantica. Negli ultimi mesi, numerosi droni russi sono entrati nello spazio aereo di Paesi europei, tra cui Norvegia e Polonia, spingendo la NATO a rafforzare la propria difesa e a proporre la creazione di una “muro di droni” ai confini orientali.
Parallelamente, si moltiplicano i casi di sabotaggio e incendi dolosi in infrastrutture critiche in Europa, episodi che gli analisti collegano a una strategia volta a “testare la risposta occidentale” senza oltrepassare apertamente la soglia di guerra. L’obiettivo, spiega l’ISW, è duplice: mantenere alta la tensione e minare la fiducia dei cittadini europei nella capacità della NATO di proteggere i propri membri.
Russia, la narrativa del nemico esterno
Il Cremlino ha sempre sfruttato la retorica del nemico esterno per consolidare il consenso interno. Presentando l’Occidente come una minaccia esistenziale, Vladimir Putin rafforza la coesione nazionale e giustifica la militarizzazione del Paese.
Le accuse di sabotaggio contro Londra rientrano in questo schema: dipingere la Russia come vittima di complotti internazionali serve a distogliere l’attenzione dalle difficoltà sul fronte ucraino e dalla crisi economica interna. “Londra è furiosa perché i suoi tentativi di sconfiggere strategicamente la Russia stanno fallendo”, ha dichiarato l’SVR in una nota ufficiale, aggiungendo che il governo britannico starebbe “preparando una nuova provocazione”.

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Nessun segnale di escalation militare contro la NATO, ma i rischi restano alti
L’ISW sottolinea che, al momento, non esistono prove concrete di un’imminente escalation militare diretta contro la NATO. Tuttavia, le mosse del Cremlino, come la riorganizzazione dei distretti militari lungo il confine occidentale e il rafforzamento delle basi vicino alla Finlandia, mostrano una pianificazione di lungo periodo.
Le operazioni di guerra ibrida e disinformazione, combinate alla costruzione di un racconto “difensivo” contro la NATO, potrebbero servire a preparare il terreno politico e psicologico per eventuali azioni future. L’obiettivo è logorare la coesione dell’Alleanza e ottenere concessioni diplomatiche nella guerra in Ucraina.
Un equilibrio precario tra la Russia e la NATO
Il quadro che emerge è quello di una strategia graduale e multidimensionale: la Russia punta a indebolire l’unità occidentale senza provocare uno scontro diretto. Ma la crescente frequenza di incidenti aerei, sabotaggi e accuse reciproche rischia di trasformare la guerra ibrida in un conflitto aperto.
Come conclude l’ISW, “il Cremlino sta impostando le condizioni per giustificare e raccogliere consenso per una futura aggressione contro la NATO”. La Fase 0 è iniziata: la guerra, oggi, si combatte prima di tutto nella mente.
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