
All’alba, mentre Cagnes-sur-Mer iniziava lentamente a svegliarsi, due persone sono riuscite a entrare nel luogo in cui Renoir trascorse gli ultimi anni della sua vita. In pochi minuti hanno staccato quattro dipinti dalle pareti del museo dedicato all’artista e sono fuggite. Uno dei quadri è stato recuperato poco dopo, abbandonato durante la fuga. Gli altri tre sono ancora scomparsi.
Il furto è avvenuto al Museo Renoir di Cagnes-sur-Mer, sulla Costa Azzurra, e ha riportato l’attenzione sulla sicurezza dei musei francesi. Secondo la stima fornita dal sindaco della città, Bryan Masson, le quattro opere avrebbero un valore complessivo di circa 9 milioni di euro. Un bottino enorme, ma soprattutto un colpo al patrimonio storico e culturale di una città profondamente legata al pittore impressionista.
Il furto all’alba e la fuga dei due ladri
La dinamica è ancora al centro delle indagini. Secondo quanto riportato dal quotidiano locale Nice-Matin, i due responsabili sarebbero riusciti a entrare nella proprietà dopo aver tagliato una recinzione; avrebbero approfittato del momento di cambio della ronda degli addetti alla sicurezza per introdursi nell’area del museo.
Una volta all’interno, hanno agito rapidamente. Le immagini delle telecamere li mostrano mentre staccano i dipinti dalle pareti, arrivando anche a tagliare le tele. Poi la fuga. L’allarme è scattato alle 5:48. Cinque minuti più tardi, alle 5:53, la polizia municipale era già sul posto. I ladri, però, avevano fatto in tempo ad allontanarsi.
Le telecamere di videosorveglianza della città hanno comunque registrato la fuga e permesso agli investigatori di identificare i due sospetti. Durante la corsa, uno dei quattro quadri è stato lasciato cadere e successivamente recuperato. Non è ancora chiaro se l’opera abbia riportato danni.

Yemen, oltre 140 morti negli scontri tra governo e Houthi
I quattro quadri di Renoir nel mirino
Le opere sottratte non sono semplicemente quattro dipinti appartenenti alla collezione del museo. Sono testimonianze della presenza di Renoir a Cagnes-sur-Mer, città nella quale l’artista trascorse gli ultimi anni della sua vita. Secondo le informazioni diffuse da Nice-Matin, i quattro dipinti sono Ritratto di Madame Stephen Pichon, Ritratto di Madame Colonna Romano, Coco Lisant e Jeune femme au puits.
Al momento uno dei quattro è stato recuperato, mentre proseguono le ricerche degli altri tre. La procura di Grasse ha aperto un’indagine e le autorità stanno effettuando anche un inventario della collezione per verificare l’entità esatta del furto e le eventuali conseguenze sulle opere rimaste nel museo.

Ceuta, un mese dopo l’ingresso di massa l’emergenza è ancora per strada
Un museo costruito nella casa dell’artista
Il valore del luogo rende il furto ancora più significativo. Il Museo Renoir, conosciuto anche come Domaine des Collettes, non è infatti un museo dedicato all’artista costruito in modo astratto intorno alla sua opera.
È la sua ultima casa. Renoir arrivò a Cagnes-sur-Mer nei primi anni del Novecento e acquistò la tenuta delle Collettes, dove visse e lavorò fino alla morte, nel 1919. Il museo, inaugurato nel 1960, conserva ancora mobili, oggetti personali e altri elementi legati alla vita quotidiana dell’artista, insieme a dipinti, disegni e litografie.
Entrare in quella casa significa quindi entrare in una parte concreta della storia dell’impressionismo. Per questo il sindaco Masson ha definito il furto particolarmente grave, sostenendo che colpire il Museo Renoir significhi colpire una parte della storia e del patrimonio di Cagnes-sur-Mer.

Spagna, 23 nuove aree marine protette: cosa cambia davvero
Il nuovo allarme sulla sicurezza dei musei francesi
Il caso arriva in un momento delicato per i musei francesi. Negli ultimi mesi il Paese è stato teatro di diversi furti ai danni di istituzioni culturali e collezioni di alto valore. Il precedente più noto è quello del Louvre, dove sono stati sottratti otto gioielli appartenenti ai gioielli della Corona francese. A distanza di mesi, parte del bottino non è ancora stata ritrovata.
Poi sono arrivati altri episodi: a luglio un collier d’oro è stato rubato da un museo di Châtillon-sur-Seine, mentre il museo Lalique di Wingen-sur-Moder, vicino a Strasburgo, è stato colpito da un altro furto, con un bottino stimato in oltre 4,5 milioni di euro. Ogni episodio alimenta la stessa domanda: quanto sono davvero protetti i luoghi che custodiscono opere dal valore incalcolabile?
Nel caso di Cagnes-sur-Mer, la risposta passa ora dalle immagini delle telecamere, dal lavoro degli investigatori e dalla speranza di ritrovare le tre opere ancora mancanti. Ma il furto dei Renoir racconta anche qualcosa di più ampio: quando un’opera d’arte viene sottratta, non sparisce soltanto un oggetto dal valore di milioni di euro. Scompare, almeno temporaneamente, un frammento della storia che quel museo era stato costruito per conservare.













